Giodo è un omaggio di Carlo Ferrini ai suoi genitori, Giovanna e Donatello. Un piccolo appezzamento a Montalcino dove lavorare il Sangiovese a modo suo, anche fuori dai rigidi binari delle denominazioni storiche. Ma procediamo con ordine. Siamo nel versante sud-est della collina ilcinese, tra Sant'Angelo in Colle e Castelnuovo dell'Abate. Qui il terreno è un mix perfetto di galestro e scheletro, elementi che costringono la vite a faticare per regalare chicchi piccoli e concentrati. L'altitudine di circa 400 metri garantisce quella ventilazione costante che tiene lontana l'umidità e permette di gestire i vigneti seguendo i dettami dell'agricoltura biologica. La Quinta è un Toscana IGT che nasce dalla stessa dedizione riservata ai vini più blasonati della tenuta. L'IGT permette a Ferrini di interpretare il Sangiovese con una freschezza e una prontezza diverse, offrendo un vino che è già perfetto oggi ma che mantiene l'anima nobile del territorio di origine. Sangiovese in purezza, selezionato tra i cloni più adatti a esprimere eleganza piuttosto che potenza bruta, si parte con una fermentazione in acciaio con deléstage per estrarre colore e aromi in modo delicato. Successivamente il vino svolge un percorso di affinamento originale che lo porta a riposare per 12 mesi tra tini di legno e anfore di cocciopesto. Infine il cerchio si chiude con un passaggio in cemento e sei mesi di bottiglia. Rosso rubino brillante, al naso piccoli frutti rossi, con la ciliegia e la violetta che giocano a rincorrersi tra i profumi della macchia mediterranea. In bocca è secco e scattante, con una freschezza viva che invita subito al secondo bicchiere. Il tannino è presente ma vellutato, perfettamente integrato in una struttura che punta tutto sull'equilibrio. Il finale è pulito, con un piacevole ritorno di liquirizia che allunga la persistenza. E' il rosso toscano che richiama la "ciccia", in ogni sua forma.
La storia di Podere Giodo è quella di un sogno realizzato. Il Sogno di Carlo Ferrini, uno degli enologi più celebrati e premiati al mondo. Nel 2002, dopo anni passati a curare i successi delle più prestigiose cantine italiane, Ferrini ha deciso di "mettersi in proprio", non per costruire un impero, ma per dar vita a un progetto quasi confidenziale, dove ogni scelta potesse riflettere esclusivamente la sua visione. Podere Giodo, un nome che racchiude un’eredità affettiva preziosa: è infatti l'unione dei nomi dei suoi genitori, Giovanna e Donatello. Oggi, Carlo condivide questa avventura con la figlia Bianca, portando avanti una filosofia che mette al centro l'eleganza assoluta e il rispetto per la terra. Tutto inizia a Montalcino, in quella striscia di terra privilegiata tra Sant'Angelo in Colle e Sant'Antimo. Qui, Ferrini ha selezionato con cura maniacale pochi ettari (oggi circa sei) caratterizzati da un’esposizione perfetta e da suoli ricchi di scheletro. Qui il Sangiovese viene coltivato con cloni selezionati per la loro bassa resa e l'alta qualità, capaci di regalare vini che non urlano, ma sussurrano complessità. Poi, qualche anno fa, il fascino magnetico dell'Etna ha conquistato Carlo e Bianca, spingendoli a investire tempo e risorse in un altro progetto complementare. Sono nati così gli "Alberelli di Giodo", rappresentati da piccoli appezzamenti di viti centenarie di Nerello Mascalese e Carricante coltivate ad alberello sui terreni vulcanici del versante nord.
Italia
Imbottigliato all'origine da Podere Giodo,Sant’Angelo in Colle 53024 Montalcino (SI)
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